ADA NEGRI

Lodi, 3/2/1870 – Milano, 11/1/1945

La scrittrice del Quarto Stato, prima poetessa ammessa all’Accademia d’Italia

Ada Negri

Ada Negri nacque a Lodi il 3 febbraio 1870 da una famiglia di umili origini: il padre Giuseppe vetturino e la madre Vittoria Cornalba tessitrice. Passò l’infanzia nella portineria del palazzo dove la nonna lavorava come custode, sviluppando l’abitudine ad osservare le persone, fonte di ispirazione per la sua futura attività letteraria, come nel romanzo autobiografico Stella mattutina (1921). Rimasta orfana del padre a solo un anno, fu grazie ai sacrifici della madre, divenuta operaia, che poté conseguire il diploma di insegnante elementare, l’altra grande fonte della sua vena artistica.

La carriera di poetessa iniziò molto presto nel 1888, negli anni felici dell’insegnamento in una scuola in provincia di Milano (Motta Visconti). La prima raccolta Fatalità (1892), le guadagnò subito un grande successo e la docenza presso l’Istituto Superiore di Milano, ma ormai preferiva l’attività di scrittrice. Nel capoluogo lombardo entrò in contatto con i membri del Partito Socialista Italiano (grazie alle tematiche sociali presenti nella sua produzione poetica) e conobbe persone importanti, come Ettore Patrizi, Filippo Turati, Benito Mussolini e Anna Kuliscioff, eletta a “sorella ideale”.

Nel 1894 vinse il Premio Giannina Milli per la poesia e sempre nello stesso anno scrisse una nuova raccolta di poesie Tempeste, criticata da Luigi Pirandello, per i temi sociali e di denuncia, che le valsero la nomea di “poetessa del Quarto Stato”.

Nel 1896 sposò l’industriale tessile Giovanni Garlanda, da cui ebbe due figlie (una morta ad un mese di vita), ispiratrici di numerosi suoi componimenti, verso una vena autobiografica ed introspettiva (Maternità, 1904 e Dal profondo, 1910), accentuata dopo la separazione nel 1913 dal marito. Trasferitasi a Zurigo, vi rimase allo scoppio della Prima Guerra Mondiale scrivendo i libri Esilio (1914) e Le Solitarie (1917), attenta alla tematica femminile, e Orazioni (1918), raccolta di odi alla patria. Qui, tra l’altro, conobbe Fulcieri Paulucci de Calboli, con il quale ebbe una relazione, che raccontò nella raccolta poetica Il libro di Mara (1919).

Nel 1921 ancora un romanzo di grande successo, La stella mattutina e dieci anni dopo il premio Mussolini alla carriera, che la incoronava “intellettuale di regime” diventando tanto importante da essere ammessa, nel 1940, all’Accademia d’Italia, prima ed unica donna. Da tempo però un profondo pessimismo la induceva a rinchiudersi in sè stessa ed in una ritrovata religiosità, perdendo l’ispirazione creativa, in un progressivo oblio, fino alla morte nel 1945.

 

Progetto ideato e realizzato dal Liceo Scientifico Statale “P. Paleocapa” di Rovigo con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Rovigo.                   

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Annunci