CLELIA CONSIGLI

Rovigo, 09/04/1879 – ?

Ebrea rodigina vittima dell’Olocausto

clelia consigli

Nata a Rovigo il 9 aprile 1879, di Clelia i registri anagrafici riportano i nomi dei genitori, Moisè e Bianchi Elvira, e del marito dal cognome Pagan.

Abitava a Rovigo e vi venne arrestata il 29 ottobre1944. Dopo l’arresto, si perdono le tracce. Forse fu detenuta a Bolzano o forse non lasciò mai Rovigo. Un mistero circonda la sua morte, che avvenne in luogo e data ignoti

Clelia Consigli è una degli Ebrei (i censiti attualmente sono 45, ma è difficile arrivare ad un numero certo, data la scarsità di notizie), nati o residenti nella provincia di Rovigo, che furono deportati dal Veneto nel periodo 1943-’45, durante le persecuzioni nazi-fasciste. Vittime della follia della Shoah, furono uccisi sul momento o deportati nei campi di concentramento, per non fare più ritorno.

 

A Rovigo era presente fin dal XIII secolo un vivace ghetto ebraico, com’è risaputo, nella zona dell’attuale piazza Roma, anche se era il nucleo più piccolo del Veneto; la comunità ebraica aveva una sinagoga per le funzioni religiose ed un cimitero a parte rispetto a quello cristiano. Dopo le deportazioni, tale comunità fu quasi azzerata, al punto da fare riferimento per sinagoga e competenze religiose a Padova.

 

Questi i dati riportati nella rivista Ventaglio novanta:

“Nel 1942 sono riportate, per la prima volta, le professioni degli inquisiti: 1 medico, 11 casalinghe, 2 invalidi, 3 sarte, 1 pensionata, 1 professoressa in lettere, 3 domestiche, 1 impiegato, 1 custode, 1 professore in lingue, 1 dottore in scienze economiche, 1 ingegnere, 1 professoressa di francese, 1 radiotecnico, 1 tipografo, 3 meccanici, 1 studente, 3 “benestanti”. Nel giugno del ‘43 l’elenco della prefettura comprendeva 33 Ebrei riconosciuti e 3 discriminati.

 

Con l’ordine di polizia del 30 novembre 1943 ed il decreto legge del 4 gennaio 1944, n.2, si sancisce la fine della proprietà ebraica.

 

La deportazione degli Ebrei italiani divenne operativa dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943, quando iniziò l’occupazione tedesca di una parte del Paese e nacque la Repubblica Sociale Italiana.

Dalla provincia di Rovigo furono deportati e sterminati nei lager nazisti in tutto 39 Ebrei: 35 rifugiatisi in Polesine da altre parti d’Italia o d’Europa e 4 di Rovigo (mentre altri 17 si resero irreperibili). Altri 9 cittadini ebrei nati a Rovigo furono arrestati e deportati nel resto d’Italia. Gli arresti, vere e proprie retate, avvennero in due periodi distinti: il 30 novembre 1943 (ordine d’arresto generale degli ebrei con perquisizioni a tappeto in tutta la provincia) e nell’estate del ‘44 (28 luglio e 1 agosto). Dalle carceri di Rovigo i detenuti furono trasferiti in gran parte al Campo Fossoli e da lì ai campi di concentramento nazisti”.

Roberto Costa, Gli Ebrei a Rovigo, Ventaglio 90 n. 31 luglio 2005

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