JESSIE WHITE

Portsmouth, 1832 – Firenze, 1906

Miss Hurricane, eroina risorgimentale

jessie white

 

Avrebbe voluto fare il medico, ma, rifiutata alla facoltà di medicina perché donna, divenne giornalista: Jessie Jane Meriton White fu onnipresente sulla scena della lotta risorgimentale italiana, emblema del contributo che tante donne italiane misconosciute diedero con il pensiero e con l’azione all’Unità d’Italia.

Nata da una famiglia inglese di ricchi armatori di velieri andata in rovina con l’avvento del battello a vapore, la giovane Jessie compì i suoi studi a Londra, dove frequentò gli ambienti colti e democratici conoscendo Garibaldi, Mazzini e il pensiero liberale, emancipazionista e razionalista di John Stuart Mill, che la indussero ad interessarsi della causa italiana, tenendo conferenze per la raccolta fondi.

Trasferitasi quindi per un periodo in Italia, strinse amicizia con alcuni patrioti. Arrestata e imprigionata nel carcere di Sant’Andrea nel ’57 con l’accusa di essere fra gli organizzatori della spedizione di Carlo Pisacane, vi conobbe Alberto Mario, fervente mazziniano, patriota e scrittore, e con lui fu liberata ed esiliata: cinque mesi dopo si sposarono in Inghilterra.

Nel 1859 si trovavano a New York, dove si prodigavano per far conoscere la questione patriottica italiana, quando furono raggiunti dalla notizia della guerra intrapresa da Napoleone III e decisero di rientrare in Italia per seguire Garibaldi, vennero nuovamente arrestati ed espulsi. Si rifugiarono a Lugano in Svizzera fino al 1860, quando presero parte alla spedizione dei Mille. La partecipazione di Jessie a questa impresa mette in luce il suo eroismo, la sua resistenza fisica, il coraggio, l’ottimismo e le sue qualità di eccellente organizzatrice, intransigente quanto caritatevole, nonché le sue capacità straordinarie nell’assistenza e cura dei feriti. Gli stessi napoletani le doneranno due medaglie d’oro, mentre Mazzini la soprannominò “Miss Hurrican Jane”.

La sua vita, intensa e prolifica di scritti giornalistici e studi, in inglese ed in italiano, suscitò l’ammirazione dei contemporanei, anticipando idee sociali moderne e pre-femministe; in particolare, La miseria in Napoli è la prima grande inchiesta giornalistica italiana, che denunciò con realismo i luoghi della povertà e della criminalità. Notevole successo ebbero anche le sue biografie di patrioti del Risorgimento: Garibaldi, Mazzini, Bertani, Nicotera, Cattaneo, Dolfi.

Dopo la morte del marito (1883), si dedicò a raccogliere i suoi scritti, che pubblicò postumi. Negli ultimi anni, dal 1897, impartì lezioni di inglese al Magistero di Firenze. Jessie morì in povertà a Firenze il 5 marzo 1906. È sepolta, secondo le sue volontà, nel cimitero di Lendinara accanto al marito, originario di questo comune nei pressi di Rovigo.

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