LINA MERLIN

Pozzonovo (PD), 15/10/1887 –  Padova, 16/08/1979

Prima senatrice d’Italia e tra le 21 madri della Costituente

Merlin

Lina, vero nome Angelina, Merlin nacque a Pozzonovo (Padova) il 15 ottobre 1887 da Giustina Poli, insegnante elementare, e Fruttuoso Merlin, segretario comunale, ma trascorse l’infanzia dalla nonna materna a Chioggia (VE), che le trasmise il patriottismo del bisnonno (carbonaro di Fratta) e del nonno antiaustriaco. Intelligente ed acuta, diplomata maestra nel 1905, già insegnava quando, nel 1914 a Padova, conseguì la laurea in Lingua e Letteratura Francese. Nello stesso anno scoppiava la Prima Guerra Mondiale e Lina, detta “pacefondaia” per il suo antimilitarismo, si iscrisse al Partito Socialista, convinta anche dalla perdita nel conflitto di tre dei nove fratelli.

Nello stesso periodo conosceva il medico socialista Dante Gallani, con il quale sarebbe nata un’intesa di ideali e sentimenti siglata diversi anni dopo con il matrimonio, nel 1933, dopo che Dante già sposato rimase vedovo. Inizialmente Lina collaborò al giornale socialista L’eco dei lavoratori, fondato dal Gallani, e con lui condivise l’opposizione fascista e le ripercussioni: la perdita del lavoro perché aveva rifiutato di iscriversi al PNF, l’inserimento nelle “liste di morte”, la fuga a Milano, l’arresto ed il confino (lui in Basilicata, lei in Sardegna), fino all’amnistia del 1929. La Merlin e Gallani si trasferirono quindi a Milano, riprendendo l’opposizione clandestina, che Lina continuò da sola dopo la morte del marito ad appena tre anni dal matrimonio (nel 1936 a 58 anni).

Promossa nel ’45 nella Direzione Nazionale del Partito Socialista, tra le neo elette al primo voto delle donne il 2 giugno 1946, fu nominata membro della Costituente, in cui si batté per una parificazione dei diritti femminili, e nel 1948 sessantunenne divenne la prima Senatrice in Italia, – riconfermata nel ’53 a 66 anni – per il collegio di Adria (RO). “La Madonna pellegrina socialista”, come la definivano, si prodigò su due fronti: per il rinnovamento della legislazione concernente la famiglia ed il ruolo della donna e portare in evidenza le problematiche del Polesine (miseria, emigrazione, malattie endemiche); fu in prima linea nell’opera di ricostruzione dopo la Grande Alluvione del Po nel 1951.

Dopo l’elezione nel 1958 a 71 anni alla Camera dei Deputati, Lina promosse la legge 75 del 20 febbraio 1958, alla quale è tutt’oggi legato il suo nome, con cui furono abolite le case di prostituzione legalizzata. Al termine del mandato nel 1963, uscita dal partito, si ritirò in umili case di riposo, a Milano prima e poi a Padova, dove si spense il 16 agosto 1979, quasi novantaduenne.

 

 

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