MARIA MONTESSORI

Chiaravalle (Ancona), 31/8/1870 – Noordwijk (Olanda), 6/5/1952

La prima donna laureata in medicina fondatrice dell’omonimo metodo pedagogico

 Maria Montessori

Maria Montessori nacque a Chiaravalle (Ancona) il 31 agosto 1970 in una famiglia medio borghese, da Alessandro, di Ferrara, e Renilde Stoppani. Trascorse l’infanzia e la giovinezza a Roma, dove decise di intraprendere studi scientifici e si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università “La Sapienza” di Roma, dove fu la prima donna a laurearsi in medicina nel 1896. Negli anni, che precedettero la laurea, si era orientata sempre più verso ricerche di tipo sperimentale in laboratorio e di osservazione nelle sale del manicomio dell’ospedale di Monte Mario a Roma. Conclusa l’università con eccellenti voti, nonostante i pregiudizi maschili, ottenne la nomina di assistente presso la clinica psichiatrica dell’università di Roma, dove si dedicò al recupero dei bambini con problemi psichici per un loro inserimento nella comunità attraverso un adeguato percorso educativo. Tra riconoscimenti e borse di studio, portò avanti una ricerca sui bambini ritardati con un collega, Giuseppe Montesano, dalla cui relazione sentimentale ebbe, nel 1898, il figlio Mario, che partorì di nascosto ed a cui dovette rinunciare per i pregiudizi dell’epoca, oltre alla drammatica fine del suo amore, che sposò un’altra donna. Nel 1904 conseguì la libera docenza in antropologia, che le dava l’opportunità di occuparsi dell’organizzazione educativa degli asili infantili. A tale fine, nel 1907, a San Lorenzo, aprì la prima Casa dei Bambini, in cui applicava una nuova concezione di scuola d’infanzia basata sul metodo della pedagogia scientifica. Era l’inizio del movimento montessoriano, dal quale nel 1924 avrà origine la scuola magistrale Montessori e l’Opera Nazionale Montessori, per diffondere e tutelare il suo metodo. Conosciuta e rispettata all’estero – il New York Tribune l’aveva definita “la donna più interessante d’Europa” -, con l’avvento del fascismo, nei confronti del quale non prese posizione, dopo un iniziale appoggio di Mussolini, interessato a risolvere il problema dell’analfabetismo, nel 1924 il direttore generale per il settore educativo, Giuseppe Lombardo Radice le mosse una serie di pesanti critiche e fece chiudere l’Opera Nazionale nel 1936. Maria ed il figlio Mario erano stati costretti ad abbandonare l’Italia già nel 1934 e viaggiarono in vari paesi per divulgare la loro teoria educativa pedagogica, fino in India, per tornare poi in Europa nel 1946. Al suo rientro in Italia nel 1947, Maria si preoccupò innanzitutto di ricostruire l’Opera Nazionale, ma poco dopo si trasferì a Noordwijk in Olanda, dove morì il 6 maggio 1952.

 

Progetto ideato e realizzato dal Liceo Scientifico Statale “P. Paleocapa” di Rovigo con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Rovigo.                   

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