MARTA RADICI

Buenos Ayres, 1901 – Rovigo, 1978

Una delle prime donne medico primario in Italia

marta radici

Nata da genitori italiani emigrati in Argentina, si trasferì in Italia con la famiglia ad Adria e si laureò in medicina all’Università di Padova. Specializzatasi in clinica pediatrica, approfondì i suoi studi affiancando luminari come Cesare Frugoni, Comba e Frontali. Il primo, in particolare, specializzato in patologia, lavorò nell’ospedale di Padova ed è noto per aver seguito molti pazienti illustri nella sua longeva vita (96 anni).

La Radici fu una delle prime donne in Italia a divenire primario di una struttura ospedaliera. Per 26 anni diresse la divisione pediatrica e il reparto malattie infettive dell’Ospedale Civile (Ospitale Civico) S. Maria della Misericordia di Rovigo, che al tempo sorgeva tra via Badaloni e via Mure Ospedale, attivo fino agli anni Ottanta.

 

Nato sui resti di un precedente complesso ospedaliero risalente all’epoca medievale (XIII secolo), pare sia stato fondato dai frati di San Bartolomeo (gli stessi del Monastero omonimo) e solo successivamente passato alla gestione amministrativa della comunità rodigina, divenendo unico ospedale cittadino, dopo la soppressione nel 1565 degli ospizi di San Giovanni Decollato e della Madonna dei Sabbioni. Il complesso ospedaliero, sorto a ridosso della Porta Arquà e delle relative mura cittadine, consisteva originariamente in due corpi di fabbrica principali, di cui uno a L, successivamente ampliati, fino a raggiungere nel periodo austriaco (prima metà dell’’800) la forma di un quadrilatero con apertura a sud, cui si aggiunsero ulteriori ampliamenti nei primi del ‘900.

 

Proprio al secondo decennio del secolo scorso risale la costruzione del padiglione, dedicato al benefattore Duca E. F. Camerini, di forma quadrangolare e stile tra il neoclassico ed il liberty, che fu adibito ad accogliere il reparto di pediatria e malattie infettive, in cui operava la dottoressa Radici, specializzatasi sulla microcitemia e il morbo di Cooley, che fino al secolo scorso risultavano malattie endemiche del nostro territorio.

 

La Radici ha scritto una cinquantina di pubblicazioni di argomento scientifico, clinico e sociale, incentrate sulla pediatria e sulla microcitemia. Per i meriti personali, fu socia dell’Accademia dei Concordi di Rovigo. C’è chi ancora la ricorda mentre con passo fermo e deciso, si muoveva per i reparti del vecchio Ospedale di Rovigo alla guida di un gruppo di medici, situazione decisamente inconsueta per i tempi. Eppure di lei rimangono poche tracce per la memoria collettiva, nonostante si tratti di una figura decisamente da rivalutare.

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