NORMA COSSETTO

S. Domenica di Visinada (Croazia), 17/5/-1920 – Antignana o foiba di Villa Surani, 4 o 5/10/1943

Una giovane italiana infoibata dai partigiani titini

norma cossetto

Norma Cossetto era nata e viveva a Santa Domenica, frazione del comune di Visinida (allora a maggioranza italiana, oggi croato) nella parte occidentale dell’Istria, in una nota famiglia di possidenti fascisti: il padre Giuseppe era un dirigente locale del Partito Nazionale. Nel 1939, conseguito il diploma liceale, si iscrisse all’ Università di Padova e aderì ai Gruppi Universitari Fascisti della più vicina Pola, alternando a partire dal 1941 lo studio a supplenze scolastiche a Pisino e a Parenzo.

Nell’estate 1943 stava preparando la tesi di laurea in lettere e filosofia e girava in bicicletta per municipi e canoniche alla ricerca di documenti d’archivio. Dopo l’8 settembre ‘43, la famiglia cominciò a ricevere minacce anche armate, finché il 25 settembre un gruppo di partigiani titini dell’esercito popolare di liberazione della Iugoslavia, appoggiati dai partigiani comunisti italiani, nello sbandamento genera¬le, irruppe in casa Cossetto, razziando ogni cosa.
Il giorno dopo Norma fu convocata presso il Comando partigiano, composto da partigiani comunisti sia italiani sia slavi, nell’ex caserma dei Carabinieri di Visignano, per chiederle di entrare nel movimento; al suo rifiuto, fu rilasciata, ma il giorno successivo venne arrestata dai partigiani insieme ad altri parenti e conoscenti e portata nella caserma di Parenzo. Un paio di giorni dopo i tedeschi occuparono Visinada, così i partigiani, sentendosi minacciati, in nottata trasferirono tutti i prigionieri nella vicina scuola di Antignana.
A questo punto Norma fu separata dagli altri prigionieri e sottoposta a ripetute violenze da parte dei suoi carcerieri. La notte tra il 4 e 5 ottobre i ventisette prigionieri, furono costretti a spostarsi a piedi legati col fil di ferro fino a Villa Surani, dove, ancora vivi, furono gettati nella foiba vicina. Norma e le altre donne prima di essere uccise furono nuovamente sottoposte a violenze.
Poco tempo dopo anche la sorella Lidia fu arrestata e subito rilasciata dopo un lungo interrogatorio. Quando suo padre seppe dell’arresto della figlia, rientrò al paese per cercarla, ma fu ucciso a coltellate e infoibato. Dopo l’occupazione tedesca dell’Istria, il 10 dicembre 1943 i vigili del fuoco di Pola ritrovarono il corpo di Norma nella foiba profonda m. 136 in cima ad un cumulo di altri cadaveri. A seguito di denuncia da parte della sorella Lidia, i soldati tedeschi catturarono sedici dei suoi assassini e li costrinsero a passare la notte in piedi vegliando la salma di Norma, prima di essere fucilati all’alba del giorno successivo: tre partigiani impazzirono.
Norma riposa assieme al padre nel cimitero di S. Domenica di Visinada, una frazione di Visignano.
L’8 febbraio 2005 le è stata conferita alla memoria la Medaglia d’oro al merito civile.

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