ROSETTA PAMPANINI

Milano, 2/9/1896 – Corbola (Rovigo), 2/8/1973

La cantante lirica polesana che incantò il mondo

ROSETTA PAMPANINI

 

Nacque a Milano il 2 settembre 1896 dalla madre Cleofe Cattaneo e dal padre Gerolamo, di origine polesana, che si trovava a Milano come Ufficiale del Regio Esercito, poi trasferito a Bari, dove Rosetta trascorse la sua infanzia. Fin da piccola manifestò la sua predisposizione per il palcoscenico: diceva di voler fare l’attrice, distinguendosi nelle piccole recite nel collegio delle Suore del Sacro Cuore, e già cantava le canzoni allora più in voga.

I genitori, che avevano concepito per lei un futuro da maestra, erano contrari, ma la sua voce fu sentita casualmente dalla principessa Letizia di Savoia, che le consigliò di studiare. Si recò quindi a Milano, dove studiò canto con Emma e Lorenzo Molajoli ed esordì da soprano, dopo soli undici mesi, al Teatro dell’Opera di Roma, il 3 marzo 1920, nel ruolo di Micaela in Carmen di Bizet. Nel 1921 al Teatro Regio di Torino interpretò Siébel nel Faust di Gounod, diretto da Tullio Serafin, che, dopo un periodo di perfezionamento, nel 1923, la volle al Teatro San Carlo di Napoli come Desdemona nell’Otello di Verdi. Nel dicembre dello stesso anno, ottenne uno strepitoso successo nell’Iris al Teatro Coccia di Novara.

Nel 1924 interpretò il ruolo di Mimì ne La bohème per commemorare Puccini appena scomparso, in occasione della quale fu notata da Arturo Toscanini che, l’anno successivo, le assegnò il ruolo da protagonista di Madama Butterfly al Teatro alla Scala. Iniziò così la sua straordinaria ascesa per i teatri di tutta Italia ed intanto conobbe l’amore della sua vita, il dottor Giuseppe Diomede, che sarebbe divenuto suo marito.

Dopo aver iniziato un’attività internazionale, nel 1927 apparì all’Opera di Monte Carlo, dal 1928 al 1933 alla Royal Opera House di Londra, nel 1931 e 1932 a Chicago, nel 1933 all’Opera di Vienna e a Lisbona e nel 1935 all’Opera di Parigi.

La sua carriera proseguì con successo fino al 1947, quando abbandonò il palcoscenico con Tosca, per dedicarsi all’insegnamento musicale, che aveva già iniziato dal 1942. Rosetta era una vera star, ma non si dava arie: “canto per le masse” diceva sempre; ha interpretato 115 Mimì ne La Bohème e 96 Madame Butterfly. Apprezzata interprete pucciniana per la sua voce dolcissima, ereditata dalla madre, la profondità di sentimento ed una grazia fisica non comune, era stata molto amata sia in Italia che all’estero.

Colpita da un male incurabile, si stabilì a Corbola, suo paese d’origine, dove era solita tornare spesso d’estate cantando su palchi improvvisati e dove ancora oggi si trova villa Pampanini, in cui morì nel 2 agosto 1973.

 

 

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