S.MARIA CHIARA NANETTI

S. Maria Maddalena (Rovigo), 9/1/1872 – Tay-Yuen-Fu (Cina). 1900

Una moderna martire della chiesa cristiana

M.CHIARA_NANETTI

Suor Maria Chiara, detta Clelia Nanetti, nacque il 9 gennaio 1872 da modesti possidenti di terra a S. Maria Maddalena sul Po in provincia di Rovigo. L’esperienza di un fratello missionario e la vicinanza della parrocchia, unitamente ad una viva intelligenza, la avvicinarono precocemente alla religione, permettendole di ricevere la Prima Comunione e la Cresima già a sei anni. Provava disgusto profondo per le vanità del mondo e già verso i dodici anni sentiva l’attrazione di una vita consacrata, ma fu indecisa per vari anni, finché, escludendo le suore di clausura e quelle ospedaliere e dopo un incontro con le suore Stimmatine a Ferrara, entrò a 20 anni nelle suore Francescane Missionarie di Maria. Benché di carattere alquanto selvaggio ed altero, aveva anche però molte belle doti, fra cui lealtà, rettitudine di mente e serenità di giudizio.

Il 10 aprile 1892 vestì l’abito religioso prendendo il nome di Maria Chiara e si trasferì per il noviziato in Francia ai Châtelets, dove c’era una vasta attività agricola e di allevamento di animali, che le ricordava la sua terra. Ma il clima della Bretagna non le faceva bene, anzi ebbe un inizio di malattia cardiaca, per cui dopo due anni fu trasferita a Vanves presso Parigi, dove guarì completamente. Belle e numerose furono le lettere in questo periodo ai famigliari e ai superiori.

Il 13 novembre 1898 la Madre Fondatrice le comunicò che avrebbe fatto parte del gruppo di sette suore, che sarebbero partite per la missione in Cina. Il 12 marzo 1899 s’imbarcò insieme alle consorelle e dieci frati missionari con monsignor Fogolla per la Cina e arrivò alla meta finale di Tai-yuen-fu il 4 maggio 1899. Al suo arrivo trovò ad attenderla per un saluto, purtroppo breve, il fratello Barnaba; non si sarebbero mai più visti.

Alla missione “Casa di S. Pasquale”, per un anno e due mesi si dedicò a fare il bucato, cucinare e servire nel refettorio, finché una terribile persecuzione si abbatté contro i ministri del culto religioso cattolico in Cina. Lei, prima si oppose al consiglio del vescovo Grassi di vestire abiti cinesi per salvarsi, poi andò coraggiosamente incontro alla morte, quando il 9 luglio 1900 fu condotta dai “boxers”, con le consorelle, nel cortile del tribunale di Tai-Yuen-Fu, dove furono tutte decapitate insieme ad altri religiosi. A seguito del suo martirio fu, prima, beatificata il 27 novembre 1946 e poi proclamata santa da papa Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000 insieme ad altri 120 martiri che avevano portato aiuto in Cina.

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